16/11/2009
Doppio
Mi riparo gli occhi con le mani
dal sole che spunta ad Oriente.
La spuma del mare
lambisce i piedi nudi sulla rena,
mentre con lo sguardo perso nel nulla
mi sento ancora ancorato in questo corpo.
Scende come cera
il silenzio sulla mia anima.
Sensi ancora vigili,
lievi rumori, foglie smosse dal vento.
Sul volto un lieve tepore
mi avvisa che il sole è oramai sorto,
ritmato dal costante acciottolio sulla riva
dei sassi sospinti dall’onde.
Una cupa serenità m’assale,
anche il mare sembra ora quietarsi.
È questo l’istante in cui mi ritrovo
faccia a faccia con il mio doppio.
Due perle mi rigano le gote
e poi più nulla.
Mi ritrovo così solo,
seduto di fronte al mare, come tante altre volte.
Onde increspate che s’infrangono sugli scogli,
sorvolati da gabbiani immobili nel vento teso.
Provo un brivido, è ora di ritornare.
Scritto da: Simone Censi in Poesia intimista | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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