20/11/2009

Uomo

ME, misero uomo,
unico con il mio volto,
unico con la mia anima
sulla faccia della terra.
Solo contro tutti, con tutti.
Con le mie idee
con il mio pensiero
con la mia volonta’.
Nessuno è come me,
nessuno è uguale a me,
nessuno è uguale a questo mondo.
Siamo come dei pezzi di pazol,
anche se incastrati vicino,
siamo diversi.

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16/11/2009

Doppio

Mi riparo gli occhi con le mani
dal sole che spunta ad Oriente.
La spuma del mare
lambisce i piedi nudi sulla rena,
mentre con lo sguardo perso nel nulla
mi sento ancora ancorato in questo corpo.
Scende come cera
il silenzio sulla mia anima.
Sensi ancora vigili,
lievi rumori, foglie smosse dal vento.
Sul volto un lieve tepore
mi avvisa che il sole è oramai sorto,
ritmato dal costante acciottolio sulla riva
dei sassi sospinti dall’onde.
Una cupa serenità m’assale,
anche il mare sembra ora quietarsi.
È questo l’istante in cui mi ritrovo
faccia a faccia con il mio doppio.
Due perle mi rigano le gote
e poi più nulla.
Mi ritrovo così solo,
seduto di fronte al mare, come tante altre volte.
Onde increspate che s’infrangono sugli scogli,
sorvolati da gabbiani immobili nel vento teso.
Provo un brivido, è ora di ritornare.

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14/11/2009

Youtube poesie in versi

Video poesia "Lungo la spiaggia"

di Helena

 

 

Video poesia "Lungo la spiaggia" di Helena. Musica di W.A.Mozart-Una realizzazione di Poesie In Versi, piccolo spazio gratuito di condivisione letteraria (http://www.poesieinversi.alte rvista.org/).

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10/11/2009

I sentieri delle fate


Come un sudario sui campi arati
una sindone di nebbia s’adagia,
a valle i sentieri alberati
par mani che a pregar incoraggia.
Lontani versi di corvi schierati,
a ponente un tramonto di bragia,
il succo dei frutti desiderati
il contadin con le labbra assaggia.
Leggera l’acqua scorre nel ruscello
trascinando con se i miei pensieri,
stretti tra i sassi a mulinello
delle fate seguono i sentieri,
se di notte senti un campanello
esaudiranno i tuoi desideri.

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21/10/2009

Con la mia Les Paul

Salgo sul palco con l’ascia in mano,
un boscaiolo impazzito
in una foresta di note.
Lavoro duro di polso,
le mie dita terminano in un plettro,
pennata alternata, velocità.
Il palmo della mano
scivola lesto all’altezza del ponte,
fraseggio rapido e aggressivo.
Palm muting,
sembra venir scintille,
gettatemi addosso birra.
Vado a manetta,
il plettro si scioglie in mano,
pull-off sul manico incandescente.
È un corpo pieno
con un’anima d’acciaio,
il prolungamento di me stesso.
Parte il ritornello,
fumo e luci intorno a me,
la musica si materializza.
Gli accordi si combattono,
il pentagramma è il campo di battaglia,
parto in solitaria per l’ultimo assolo.
STOP
Il mondo è in silenzio intorno a me,
le corde non smettono di vibrare,
una goccia di sudore scivola sul battipenna.
Guardo il mio viso deformato allo specchio,
il mio respiro affannato prevale,
ripongo l’attrezzo e torno a dormire

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14/10/2009

La rondine

Quietato l’ululare del vento,
i rami dei faggi finalmente si placano,
spossati per tutta la notte dalla tormenta.
A terra tra i sassi,
una piccola croce nera,
con le ali schiuse, protese al cielo.
L’aria passava sul suo fragile corpo,
accarezzando le delicate piume
senza riuscire a sollevarlo.
Niente più virate o avvitamenti,
nessun lungo volo a placare
l’inquietudine migratoria.
Niente più partenze e niente più arrivi,
niente più mare o notti africane,
con lo sguardo fisso al cielo,
sentiva il suo piccolo cuore battere sempre più piano.
Le foglie strappate dalla tempesta,
formano a terra un tappeto trapunto di rossi e di ori,
tra cui spicca un piccolo angelo nero,
che mai più volerà.

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13/10/2009

video ytube

Videopoesia : La prima volta

di Sergio Garbellini

 

06/10/2009

Mammamaria

Amo la tenera notte,
che ti avvolge e ti abbraccia.
Amo la notte che ti cela,
amo la notte, trapunta di stelle,
coperta abbondante per le estremità,
da portare fin sopra la testa.
Così tu Mamma,
come la notte,
sei stata per me.

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28/09/2009

Lucio Battisti, un grande della canzone Italiana

http://acidoperiodico.blog.kataweb.it/files/acido_periodico/images/2007/07/05/galline_in_fuga01.jpg

Un grande che canta alla grande

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Portone


Vetri frantumati sul selciato,
che riflettono in un angolo di cielo,
immagini sbiadite dalla pioggia.
Foglie stropicciate come pezzi di carta,
che la corrente fa mulinare nella mia mente.
Hai mai ripensato a quelle pagine di diario,
a cui affidavamo i nostri pensieri?
Oramai sono perdute,
ma con il mutare del vento,
ritorneranno al mio portone.

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